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By Bernardo Tasso

Scrittor dotto e prudente,

di cui arte e natura

nodrir la casta e verginella mente

con quello studio e cura

che fanciulla farebbe oltra misura

madre amorosa e pia,

a cui fidate scorte

de l' ampio campo de la poesia

aprono ambe le porte

ond' uom si toglie a la seconda morte,

la cui pregiata fronte

orna lieta corona

del più bel lauro che verdeggi al monte

del sacrato Elicona,

de la cui fama un dolce grido suona

non dove il mare e l' Alpe

orride cingon solo,

né fra Pirrene e Calpe,

ma dove a sì bel volo

cerca Austro et Aquilon quest' e quel polo,

al suon de la tua lira,

de' tuoi soavi accenti,

pon giù l' irato mar l' orgoglio e l' ira,

il suo furore i venti,

queta pace fra lor fan gli elementi;

tal il celebre Orfeo

(se il ver la Grecia dice)

vaghe le fiere del suo pianto feo

mentre mesto, infelice

pianse la bella sua morta Euridice,

il cui canto sonoro

ebbe Cerbero a scherno,

tolse a le Furie irate il furor loro,

fe' pietoso l' inferno,

ove non fia pietà forse in eterno.

O me beato, degno

che le mie glorie canti

così felice e così dotto ingegno

come la fama vanti,

come ami Apollo od abbia amato inanti!

O patria mia, di tanto

godi e sì chiaro figlio

quanto del gran Maron l' antica Manto,

et alza allegra il ciglio

coronata di fior bianco e vermiglio,

che n' andran Serrio e Brembo

sol per la costui gloria

pieni di gemme e d' oro il puro grembo,

et ogni colta istoria

farà del nome lor sempre memoria.