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Scrittor dotto e prudente,
di cui arte e natura
nodrir la casta e verginella mente
con quello studio e cura
che fanciulla farebbe oltra misura
madre amorosa e pia,
a cui fidate scorte
de l' ampio campo de la poesia
aprono ambe le porte
ond' uom si toglie a la seconda morte,
la cui pregiata fronte
orna lieta corona
del più bel lauro che verdeggi al monte
del sacrato Elicona,
de la cui fama un dolce grido suona
non dove il mare e l' Alpe
orride cingon solo,
né fra Pirrene e Calpe,
ma dove a sì bel volo
cerca Austro et Aquilon quest' e quel polo,
al suon de la tua lira,
de' tuoi soavi accenti,
pon giù l' irato mar l' orgoglio e l' ira,
il suo furore i venti,
queta pace fra lor fan gli elementi;
tal il celebre Orfeo
(se il ver la Grecia dice)
vaghe le fiere del suo pianto feo
mentre mesto, infelice
pianse la bella sua morta Euridice,
il cui canto sonoro
ebbe Cerbero a scherno,
tolse a le Furie irate il furor loro,
fe' pietoso l' inferno,
ove non fia pietà forse in eterno.
O me beato, degno
che le mie glorie canti
così felice e così dotto ingegno
come la fama vanti,
come ami Apollo od abbia amato inanti!
O patria mia, di tanto
godi e sì chiaro figlio
quanto del gran Maron l' antica Manto,
et alza allegra il ciglio
coronata di fior bianco e vermiglio,
che n' andran Serrio e Brembo
sol per la costui gloria
pieni di gemme e d' oro il puro grembo,
et ogni colta istoria
farà del nome lor sempre memoria.