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By Filenio Gallo

Se mai omo infelice al mondo venne,

infra tutti e' mortal stimo esser quello,

qual sempre impia fortuna e amor ribello,

fuor di speranza, misero mi tenne.

L'arbor, le sarte, l'ancora e le antenne

mi troncar sempre in sul camin più bello;

e quando alzarmi qual veloce ucello

credetti, a mezza via persi le penne.

Or non so se per ultimo suplizio

o pur per ristorarmi (ché permesso

talvolta è dolce fine al tristo inizio),

un nuovo fuoco nel mio petto han messo

d'un bianco giglio: e per piatoso offizio

mi viene in sogno a visitarmi spesso.