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By Auteur inconnu

Era quel dì che de' Pisan' la finta

Guerra a mirar sovr'Arno io mi sedea,

E una tal pugna rimembrar mi fea

Quando dal buon Roman fu Etruria vinta.

Sol in questo sembrommi allor distinta,

Ch'il nuovo Orazio, alto splendor d'Alfea,

In mezzo al varco periglioso avea

L'Oste nemica ammessa e poi respinta.

Carco di gloria e di natio valore,

Io vidi il Cavalier sublime a fronte

D'Austro fugarlo, ah con sì gran disnore.

Qua dunque palme a coronarlo pronte,

Ché di vincer il vanto ebbe e l'onore,

Indi tornare a trionfar sul Ponte.