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By Antonio Tebaldeo

Questo sasso ti do, non già a la fede

coperchio, che maggior pietra vorebbe,

ma al corpo tuo che a pena un palmo excede,

Borgetto, al cui morir viver me increbbe.

Ben simil fusti a chi il nome te diede:

né tu par can, né Borgia huomo par hebbe.

Ucise il venen lui come si crede,

te il ferro, onde arrossir Marte devrebbe.

Almen fosse immortal di te l'interno,

ché anchor ti rivedrei; non più riceve

cani quel regno lucido e superno.

Qui posarai sin che la spoglia greve

depono, ch'io ti voglio al sonno eterno

compagno come io t'ebbi al sonno breve.