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Chi l'antiche mie pompe e 'l fiero giuoco
Or mi rammenta, onde n'usciron poi
Tanti miei forti e gloriosi Eroi,
Che invitti di Bellona arsero al foco?
Ben ti ravviso, o Figlio, e a te non poco
Io debbo ed a' sudori onesti tuoi.
Tu per la penna e per la spada puoi
Nel bel Tempio d'onore aver già loco,
Ché nelle ben vergate, eterne carte,
Se 'l tuo Libro erudito io dissigillo,
Veggio al vivo di guerra espressa l'arte.
Oh! se spiegato un giorno il mio Vessillo
Tu ne' Campi a pugnar gissi di Marte,
Pisa avrebbe, qual Roma, il suo Camillo.