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By Ludovico Leporeo

Così mia sorte ria mi calca e sbassa,

E mi mette in manette ed in soppressa,

Ch'io scrivo al banco, e vivo con la messa,

Né vesto lana ispana, o felpa bassa.

Il mio bevere è il Tevere, che passa,

Di qua, di là, per la città mal messa

Per me, che ognor mi diè broda e vinessa,

E pagnotte mal cotte alla ganassa.

Ho un astro di disastro, e stella fissa

Che mi mira con ira e rompe l'ossa,

E con la Luna e con Fortuna ho rissa.

Non servo più, non ho virtù che possa

Servir e non gradir chi mi sobbissa,

Ch'al sossiego è un don Diego, e gli occhi ingrossa.