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Ebbro ne l'ira, perché vide accorre
da la sua Galatea Clonico vile,
e si vide anzi gli occhi altri preporre,
altri avvezzo a curar l'aia e l'ovile,
gittò Tirsi la lira, e: "Che più porre
speme poss'io ne l'esser mio gentile,"
disse "se qui la nobiltà s'abborre,
ed ad uom rozzo si è cortese e umile?
Dunque fia vero ch'io, patron di gregge,
segua di donna temeraria l'orme
che si fa preda di bifolco indegno?
Deh! mio cor, desta la virtù che dorme;
e pensa ch'al tuo stato egregio e degno
disdice che costei t'imponga legge".