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By Niccolò Tinucci

Tanta è la pena ch'i' ho portato e porto

dopo la tua partita, o car signore,

che dì e notte se ne strugge il core,

se dallo scriver tuo non ho conforto.

E però la tua penna per diporto

priego che pigli, faccendoti onore,

e de' tuo dolci versi scrivi un fiore,

se non ch'alla tornata sarò morto;

e dimmi dal dì in qua di tua partita

se mia persona a tua degna memoria

ha fatto nel pensier punto reddita.

La mente mia da te non fia già ignoria,

ma sempre t'amerò nella mia vita,

sperando per tua grazia aver vittoria.