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By Antonio Tebaldeo

Quanto diverso, oimè, dal chiaro santo

che l'alato caval trovò col piede,

fonte hor da un tuo dextrier fatto si vede:

quel ha dolci acque, questo amaro pianto.

Per lui, perduto avem quel da te tanto

amato di beltà raro e di fede,

che al suo acerbo partir al mondo diede

lamento e doglia, al ciel letitia e canto.

Ma incolpa te, ché quella ardente etade

non ben veder quel che convegna sòle:

dovevi al furor suo chiuder le strade.

Non hai tu inteso che chi regger vòle

i cavalli del sole a la fin cade:

tu sei, per luce e per insegna, un sole.