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"La mia possente tazza è vòta, e sgravida
Del bell'umor, che la ravviva ed anima,
Di man mi cade scolorita e pavida,
E giace esangue senza spirto ed anima.
Su riempila tosto e viningravida
Di quel buon vin, che morde e il core inanima;
Su risveglia, coppier, la pusillanima,
E le rinfresca l'arsa bocca ed avida;
Ma in guisa tal, ch'alto zampilli e spumi,
Che l'orlo intorno soverchiando inonde,
E inonde sì, che le mie vene infiumi.
Or questa, o Donna delle Ninfe, a te
Gran coppa, non curante argini o sponde,
Tutta consacra de' Ciclopi il Re."