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Nobil gara tra' Numi in Ciel s'accese
Di coronar, Vittorio, il tuo gran merto.
"Io", disse Apollo, "del mio laureo serto
Il debbo ornar, ché mia dolce arte apprese."
"A me convien", Cillenio anche a dir prese,
"Che lo rendei nel ben parlar sì esperto."
"A me", proruppe Astrea, "ché 'l dubbio incerto
Mar delle leggi mie scorge e comprese."
"Or via pongasi fine alla gran lite",
Replicò Apollo; "niun di voi giù scenda,
Ma pur si faccia in questa guisa, udite:
Per man del nostro alto Averanio ei prenda
L'alma corona, ché in lui tutte unite
Son le bell'Arti, e ad imitarlo attenda."