38

By Francesco Petrarca

O mar tranquillo, o fiume, o rivo o stagno,

O specchio di Narciso, odio et affanno,

O arco penetrante quale umano

Pensasse a passeggiar vostro rigagno;

O d'Elicona genitor, compagno

All'argivo deo Mars, onde l'arcano

Già scatorì tanto Omero sovrano,

Perché d'Apollo vien volume magno,

Perch'io veggio con dorato strale,

Nel vostro petto Pegasea girarse

Con altre ninfe che vocar le cale,

Così m'affido che potren' bearse

Le vostre chiome con le foglie, quale

Rado si colgon per poco affannarse.