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Vergine Astrea, che questa umil terrena
Valle, di vizio e di viltà soggiorno,
Schiva lasciasti, ed alla più serena
Parte facesti su del Ciel ritorno,
Deh quaggiù torna, e 'l volto rasserena
In questo fortunato e lieto giorno,
Poiché mirar potrai di virtù piena
Una bell'Alma entro un bel corpo adorno.
Scendi, ed udrai come in suo dir facondo
Il tuo saggio Michel grave ragiona
Nella tua Scola, e ne stupisce il Mondo,
Che di sue lodi già rimbomba e suona;
Ma per ornare il crespo crine e biondo
Porta di luce un'immortal corona.