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By Torquato Tasso

Or che l'alpi canute, e pigre e salde

rende l'acque correnti il pigro verno,

gelo ancor io, ma un vago affetto interno

i miei vaghi pensier par che riscalde;

e di tepida neve in dolci falde

sì belle rose e sì bel fior discerno,

e tai marmi spirar, ch'obietto eterno

sprezzan le voglie traviate e balde.

Ma da soverchio ardir nasce il timore,

e temo ch'il furor non le trasporte

sì ch'il ciel se n'irriti, e d'orror m'empio.

Non è questo d'Iddio vivace tempio

in cui virtù sono ed onor le porte?

Dunque immondo il farò d'immondo amore?