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Vide il gran Re, che l'Universo regge,
Di Bisenzio e d'Ombron lungo le sponde,
Senza aver chi lo guidi e lo seconde,
Girsene errando il suo diletto Gregge,
E disse: "Or s'io non fo che norma e legge
Nuovo Pastor gl'imponga, e al pasco, all'onde
Salubri il meni, io temo - ah - nol circonde
Lupo infernal, che sete ha di mie gregge.
Se innalzar l'umiltà sempre mi piacque,
Ecco in ombrosa Valle un che di zelo
Dell'onor mio tutt'arde", e qui si tacque.
Allor sonò vostro bel nome il Cielo,
L'aere e la terra festeggiaro e l'acque,
E fiori uscir' d'ogni più secco stelo.