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Per la selva io vidi un giorno
Gire intorno
D'arco armato un Garzonetto,
Né conobbi esser l'infido
Dio di Gnido
Distruttor del mio diletto.
Da pietate allor sospinto,
M'era accinto
A gridar: “Fuggi, meschino.
Questi boschi han Mostri tali
Che gli strali
Poco temon d'un Bambino.
V'è quel sangue, che ancor serba
Vivo l'erba,
Sangue egli è d'Adon gentile.
Qui l'uccise orribil fera,
E pur era
Più di te prode e virile.”
Ma l'avviso ei non sostenne,
E prevenne
Il mio dir coll'arco forte.
Volò il dardo nel mio seno,
Ond'io meno
Tosto venni, e presso a morte.
“Pastorello sconsigliato”,
Poscia irato
Disse, “a creder sii più tardo:
Tu, che vinci in questa selva
Ogni belva,
Ecco cedi a un sol mio dardo.”