39 - Di pari, Febo, con le tue volgea

By Antonio Brocardo

Di pari, Febo, con le tue volgea

Il buon Alcippo al dur vomer le rote,

Sciogliendo accese fuor soavi note

Come colui che 'l bel Marato ardea:

"Deh, perché 'n te quella spietata e rea

Durezza il languir mio franger non pote

S'ogni altro sprezzo? Onde ancor si percote

Licida il volto, ch'io sì caro avea.

Licida, degli Euganei colli onore,

Nel cui sommo valor e pregio eccelso

Non men che 'n te sua forza il cielo adopra.

Che parlo? Quanto a l'umil fraga il gelso,

Ed al latte, dolce Ibla, il tuo liquore,

Tanto a Licida sei, Marato, sopra".