391

By Antonio Tebaldeo

Fermati, se ami! Io che riposo e giaccio,

frigida e poca polve, in questo loco,

per extrema beltà trovaime in foco,

che scritto urna non cape, e però il taccio.

Dopo molte fatiche e lungo impaccio,

essendo di mercé chiamar già roco,

giunsi al desiato ben, ma durò poco,

ché in grembo a la mia fiamma io venni un

Feci come quel legno che il mar tutto

discorre a' vènti, a l'onde, a' scogli forte

e in porto poi riman rotto e destrutto.

Pensa se è trista e miserabil sorte

de chi serve ad Amor, quando nel frutto

di tanti affanni ascondesi la Morte.