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Questa diva gentil, che al nostro mondo
con sua chiara beltà tanto reluce,
chiama, priega, lusinga, alfin conduce
ciascun mortale a l'amoroso pondo.
L'aspetto glorïoso, alto e giocondo,
l'atto preclar che in lei virtù produce,
gli occhi splendenti sopra ogn'altra luce
fan co' lor raggi in terra un sol secondo;
onde così leggiadra, ornata e bella,
magnanima, oggi saggia, altera e sola,
i vaghi ciglia mai non move invano.
Sia qual vuol quel che l'una e l'altra stella
col vibrante splendor che ratto vola,
ferisca, che pur sente il colpo strano.