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By Niccolò Tinucci

Bench'io non sïa Pallade né Venere

né eziandio quella Giunon gelosa

che fu del sommo Giove suora e sposa,

non son però tornato ancora in cenere.

Perch'io non sia con le mie membra tenere,

e abbia ancor la mente assai noiosa,

non è ch'avendo a fare alcuna cosa,

per te sia che si vuol: tu mi puo' 'ntendere.

Ancor la maggior parte de' mortali

tengon lor desiderio e sommo bene

in cose dubitose, ignude e frali,

ma chi dirizza al ver ogni suo spene

conoscerà ched e' non sono iguali,

anzi ci legan con tormenti e pene.

Deh! odi che ne avviene:

chi s'impaccia con plebe ingrata e stolta,

ha sempre da virtù l'anima sciolta.