39

By Niccolò da Correggio

Questo pallor che è sule mura e il tecto,

fumo non è (non sia che se ne admiri),

ma egli è il vapor de' mie' caldi suspiri

che a moltitudine escono dil pecto.

Il pavimento che è bagnato e il lecto

non vien da umidità che 'l caldo tiri,

ma le lacson, che i mie' martiri

premon dal core e io fuor per gli occhi getto.

Il degiun, le vigilie, i rotti panni,

gli occhi già scemi e il livido colore

indizio sono assai de i longhi affanni.

Ma perché alcuno in me non pigli errore,

questi son de Fortuna tutti inganni.

Confortativi, amanti: el non è Amore.