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By Anton Francesco Grazzini

Per far dell'arte nostra sperïenza,

ch'è di far toppe e chiavi,

donne, venuti siamo oggi a Fiorenza.

E bella e nuova et util masserizia

sempre con noi portiamo,

d'ogni cosa dovizia,

e chi volesse il può toccar con mano;

ma sopratutto abbiano

d'ogni sorte recato a paragone

chiavi di tutta prova, sode e buone.

Bisogna aver molta avvertenza e cura,

chi vuol far l'arte bene;

ché nella chiavatura

l'importanza del tutto si contiene;

però che spesso viene,

quando non opra la chiave, il difetto

dal buco, o troppo largo, o troppo stretto.

Andar convien molto destro e soave,

quando la toppa è nuova,

ed ugner ben la chiave,

acciocché l'una e l'altra faccin prova:

allora ell'entra e trova

gli ingegni tutti, e li ricerca in modo,

che s'apre ogni serrame duro e sodo.

Fra l'altre masserizie tegnam care

le lime e i grimaldegli,

né si può senza fare,

così tanaglie, trapani e succhiegli;

ma tra i lavor più begli

abbiamo in pregio e sonci assai più grate

le toppe che non sono adoperate.

Queste vecchie, che 'l buco han rugginoso,

noi nolle stimiam punto,

per che gli è faticoso

chiavi trovar, che stien lor bene appunto,

avendo mal congiunto

gli ingegni insieme e di sopra e di sotto,

né l'usiam più, se non per ferro rotto.

Delle chiavi, ch'adopran da due bande,

sì già da voi pregiate,

per che con piacer grande

due serrature con esse aprivate,

poche n'abbiam portate:

per ch'ancor ch'elle sieno utili e belle,

sentiam che voi più non usate quelle.

Se voi avete vasi rotti, o fessi,

noi gli risprangheremo

e tutti i buchi e fessi

stringendo insieme vi suggelleremo,

tal che né più né meno

che nuovi fussin, voi potrete usargli

e nei vostri bisogni adoperargli.

Non quanto son le chiavi, alcuna cosa,

donne, trovar potete

tant'utile e ingegnosa,

poi che con esse sicure e segrete

vostre robe tenete,

né si può chiamar uom chi non ne porta,

poi che tanto di chiave apre ogni porta.