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By Auteur inconnu

Quell'alto Amor, che da' begli occhi io trassi

Di Cintia, e nel mio seno alberga ogn'ora,

Fin che spirto vitale in me dimora,

Anch'ei superbo in mezzo al cor vivrassi.

E quando fia che all'atra Stige io passi,

Esser non può che al morir mio si mora,

Ma viverà dopo il mio fato ancora,

E presso all'urna mia giacer vedrassi.

O, se varcar Cocito a lui pur lice,

Verrà ne' regni eterni e tenebrosi,

Compagno al nudo mio spirto infelice;

E sarà meco tra' quei mirti ombrosi

Ad aspettar che Cintia, ombra felice,

Giunga a render più dolci i miei riposi.