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By Antonio Tebaldeo

Se il mio cor lasso che con te dimora

cerca pian pian fugir, gli è tuo diffetto,

ché nei legami il tien' sì chiuso e stretto,

che non ha pur per suo riposo una hora.

Ma se 'l lasciassi libero talhora

andar per refrigerio e suo diletto,

staria più volentier a te suggetto,

né di catene uscir curaria fora.

Visto ho per farli vezo un ocel spesso

goder preso, e se 'l metti in libertade,

ritornar a la gabia da se stesso.

Legano i lacci, e più l'humanitade:

usala, ché se 'l cor pregion te è adesso

per forza, alhor serà per voluntade.