396)
Mentre con mille atre facelle accese
E con flebile suon, con flebil voce
Seguiam Gesù, cui Gente empia, feroce
Diè in preda a morte e in tante guise offese,
Alme redente al fiero caso intese,
Piangiam del buon Gesù lo scempio atroce:
Eccolo oimè trafitto, eccolo in Croce,
Ahi duro letto, ove sue membra ei stese.
A tal vista, che 'l Cielo e gli Elementi
Mosse a orror, a pietà, quest'aere tutto
D'alti sospiri empiamo e di lamenti.
Ogni più duro cor si stempri in lutto,
Membrando di Gesù gli aspri tormenti,
Se de' nostri gran' falli è questo il frutto.