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Contrari venti di Fortuna e Amore
Urtano i fianchi del mio stanco Legno:
Questi impiega nell'un tutto il suo sdegno,
Tutto quella nell'altro il suo rigore;
Sicché scorger non so fra tanto orrore
Chi ne sarà l'usurpatore indegno.
So ben che questo è il meditato segno,
Ove drizzano entrambo il lor furore.
Senza vele e Nocchier, senza consiglio
Vassene in mezzo a notte orrida, oscura
A lor talento il misero Naviglio;
Onde in tenzon così crudele e dura,
Vinca Amore o Fortuna, il suo periglio
E la perdita sua sempre è sicura.