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By Auteur inconnu

Di due luci leggiadre e sovrumane

Osai volgermi appena incontro al raggio,

Che intesi da lor dirmi in lor linguaggio:

"Lungi, lungi da noi, voglie profane.

Nessun vile pensier fermo rimane

In faccia a noi senza recarne oltraggio:

Chi passa a noi davante, o giuri omaggio

Al Nume d'onestate, o s'allontane."

T'intendo, o Ciel: la tua pietà infinita

Per bocca di quegli occhi all'alma rea

Ella è che parla, e al ben oprar m'invita.

Tu conoscevi ben ch'io non sapea

Unqua invaghirmi di virtù, se unita

A cotanta beltà non la vedea.