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By Auteur inconnu

Se gisser pari a' pensier' duri e tristi

Mie rime, e fosser sì meste e lugubri,

Fera doglia, qualor più mi contristi,

Io farei pianger meco orsi e colubri.

Ché non dagli Arimaspi a' lidi rubri

Furon tai strazj intesi unqua, né visti:

Né per fato più reo sacri delubri

Stridi fer' rimbombar di pianto misti.

Deh perché il mar varcando in me non corse

Onda rabbiosa? e per tanti aspri boschi

Vipera calpestata non mi morse?

Ah mio stame vitale in atri tòschi

Atropo infuse, e in rosso piombo il torse

Sotto aspetti di stelle atroci e foschi.