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Com'esser può che in così amene e belle
Selve tu viva in libertà penosa,
Se il core hai teco dell'amata Sposa
Ovunque vada in queste parti o in quelle?
Non potran far maligne avverse stelle
Ch'ei non ti segua, e che non tenga ascosa
In sé l'immago, del tuo ben gelosa,
E non sparga segrete alte facelle.
Fu dunque vano quel pensiero o inganno:
Ma no; ch'egli è che teco parla e trema
A ogn'incontro di fiera o passo umano:
Che, se parte con te gioia ed affanno,
A ragion teme di quell'ora estrema;
Ché due vite in un filo ha la tua mano.