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Del bel piacer, con cui lusinga Amore,
Stannomi innanzi a discoprir gl'inganni
Cura, doglia, timor, perigli, e danni,
Ed egra e stanca la virtù del core.
Pur tollerar non sa l'empio Signore,
Che 'l suo rigor nel mio penar condanni;
Né vuol che, s'altri me pone in affanni,
Io poi faccia sua colpa il mio dolore.
Colpa esser dice d'ostinata voglia,
Se fiamma io chieggio dal più duro ghiaccio,
E se de' suoi disprezzi il cor s'invoglia;
Che poria dello sdegno il forte braccio
Rompere il nodo, ond'io pur vivo in doglia;
E ch'è sol mia viltà, s'io soffro il laccio.