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Io vo per luogo solitario ed ermo,
E or saglio al monte ed or cammino al piano;
E qual Cervo ferito al fianco infermo,
Cerco, fuggendo, medicina invano.
Meco è lo stral, da cui non trovo schermo;
E le due luci e la leggiadra mano
Pur ravvisando, ovunque gli occhi fermo,
Nuovo mando veleno al cor non sano.
Sparvemi un lustro, ed oggi è il second'anno
Dell'altro, e non ho passo a passo aggiunto,
Che non si muova in verso doglia e affanno.
Ben vidi un giorno di pietà compunto
Quel durissimo marmo, e fu mio danno:
Poich'egli è sano, io più che mai son punto.