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Se ne i sentier' d'inospita foresta
Stampo tacito e solo orme romite,
Par ch'ogni arido tronco agli occhi addite
Dell'estinto mio ben l'ombra funesta.
Se, Zeffiro spirando, il prato appresta
Tenere erbette a vaghi fiori unite,
A i singulti e a i sospir' par che m'invite
L'appio lugubre e la viola mesta.
Se al labbro mio dolce soccorso e chiaro
Porge ruscel, per dissetarmi, o fonte,
Tosto diviene in sul mio labbro amaro.
Per me scioglie Usignuol canto aspro e rio.
Ahi, che si legge ad ogni oggetto in fronte:
“Misero Elmante, il tuo bel Sol morio.”