4 (236)

By Auteur inconnu

Se ne i sentier' d'inospita foresta

Stampo tacito e solo orme romite,

Par ch'ogni arido tronco agli occhi addite

Dell'estinto mio ben l'ombra funesta.

Se, Zeffiro spirando, il prato appresta

Tenere erbette a vaghi fiori unite,

A i singulti e a i sospir' par che m'invite

L'appio lugubre e la viola mesta.

Se al labbro mio dolce soccorso e chiaro

Porge ruscel, per dissetarmi, o fonte,

Tosto diviene in sul mio labbro amaro.

Per me scioglie Usignuol canto aspro e rio.

Ahi, che si legge ad ogni oggetto in fronte:

“Misero Elmante, il tuo bel Sol morio.”