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Così tenaci e tanto acerbe e dure
Le reti fur, che di tua man tendesti,
Come io pur volli, e un nodo tal ne festi,
Ch'or fia ch'io invan mia libertà procure.
Prendi del servir mio l'usate cure,
E tanto di pietade in te si desti,
Che a disnodarmi la tua man si appresti,
Ond'io del carcer esca e mi assicure.
Ma dove fia per me sicuro loco
De' lacci tuoi dal mio fatale inciampo,
Se allor mia libertà tal venne in giuoco,
Che sì de' miei pensier' cinsermi il campo,
E tal l'andar' stringendo a poco a poco,
Che mai, né pur dentro la mente, ho scampo?