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Voi, che gli Arcadi vanti, in nobil coro
Assisi, io veggio a rinnovare intenti,
Onde serti più vaghi e più lucenti
Il crin v'adornin che di gemme e d'oro,
Ecco che affise intorno al bel lavoro
Stan le vicine e le rimote genti,
Sperando omai che i poco men che spenti
Pregi da voi sien resi al sacro Alloro;
Come crediam che, chiaro oltre ogni stella,
Lieto dal Ciel vi miri il gran Sincero,
Dicendo: “Arcadia mia sarà ancor bella!”.
Seguite dunque; e al Greco e al lido Ibero
Fia che la fama, al vostro nome ancella,
Canti di voi sempre minor del vero.