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Libera già, fuor del mortal suo pondo,
Dimna vivea ben gloriosa in Dio,
Ma, quasi assorta da terreno obblio,
Quanto celebre in Cielo, oscura al Mondo.
Solo in virtù d'un calamo facondo,
Ch'asciugò tutto d'Ippocrene il rio,
In Teatro superbo insieme e pio
Eccola sorta al viver suo secondo.
È ver ch'ad immortal gloria infinita
Pareggiar non si può quella, ch'appena
Della celeste un'ombra in terra imita.
Pur con quanta giammai gloria terrena
Quaggiù può darsi, a lei più bella vita,
Che 'l Tiranno le tolse, or dà la Scena.