4 (273)
Del nuovo fonte al cristallino umore
Quando, Signor, l'augusta man piegasti,
Anzio vetusta da i sepolti fasti
Alzò la fronte al riverito onore.
Sospese l'acque al Fonte alto stupore;
E mentre l'onde attonite mirasti,
Disse il tuo core: “E come? onda, che basti,
Più non cadrà sulle vicine prore?”
Ma già l'onda al tuo dir, qual pria, cadea:
E tenero di pianto era ogni ciglio,
Che a sì bella umiltà d'amor piangea.
O di nobil Virtù saggio consiglio,
Degno dell'Opra! che illustrar dovea
L'Opre di sì gran Padre un sì gran Figlio.