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By Auteur inconnu

Mira, o Signor, come sen giace afflitta,

Tutta aspersa di lagrime dolenti,

D'acerbissimo duol nel cor trafitta,

La Reina del Mondo e delle Genti.

Percossa già dalla tua destra invitta,

I reali deposti aurei ornamenti,

Misera, sconsolata, e derelitta,

Quasi vedova Donna, alza lamenti.

E dice: “A te, mio Dio, solo peccai;

Ma se d'alma pentita ami il cordoglio,

Mirami in fronte, e il mio dolor vedrai.”

Ah tu Signor, che non hai cor di scoglio,

Guarda all'augusta Penitente: e omai

L'accogli in seno e la riponi in soglio.