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Oggi già compie un lustro, in cui lontano
Vivo da te, mio bene e mio conforto;
E la ferita di tua bella mano,
Dovunque vado, sempre meco io porto.
In Africa d'Europa io venni invano;
E se girassi dall'Occaso all'Orto,
Del cor la piaga col fuggir non sano;
Né credo io di sanar, poiché sia morto.
Dunque a che più fuggire? io voglio, o Dori,
Tornare a te sol per morirti avanti,
E dar riposo a' miei sì lunghi errori;
E contento io morrei, se, nell'istante
Del mio morir, tu mi dicessi: “Mori,
Mori, infelice e mal gradito amante.”