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Ombre de' prischi Eroi, che al Tebro in riva
Mille chiare d'onor memorie sparte
Lasciaste un tempo al buon Popol di Marte,
Mentre Fortuna al suo valor serviva,
Se di Augusto mirar l'immagin viva
Bramate, opra non già d'ingegno o d'arte,
Qui ne venite, u' il gran CLEMENTE in parte
I vostri Nomi e l'alte idee ravviva.
Vedrete come a' duri oltraggi e a' danni,
Che fer' già tante peregrine spade,
Ei dà compenso, e a' più novelli affanni;
E Roma dirvi, in sua natia beltade
Raccesa e lieta: “O nati a migliori anni,
Godeste mai così fiorita etade?”