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By Auteur inconnu

Giacché la vaga mia dolce nemica

In amarmi vie più scorgo rubella,

Ch'ascondendomi l'una e l'altra stella,

Scopre già spenta in lei la fiamma antica,

Lascio la cara amata piaggia aprica,

Il giovenco gentil, la bianca agnella;

E andronne in selva, a cui giammai la bella

Luce del Sol non si dimostri amica.

Là vivrò belva infra le belve anch'io,

Finché morte pietosa i lunghi affanni

Tronchi d'un fido e disperato amante.

Ma lieta ella non fia del morir mio:

Ché a vendicar quanti ho sofferti inganni,

Sempre il mio spirto le starà davante.