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By Auteur inconnu

Invidia rea, di mille insanie accesa,

Veggio i tuoi lampi, anzi che i tuoni ascolto,

Ma non fia già che sbigottito in volto

Io de' fulmini tuoi tema l'offesa.

Qual folgore, che a rupe alta e scoscesa,

Squarciando il sen, scopre un tesoro accolto,

Tal, mentre il tuo livor barbaro e stolto

Lacera altrui, le altrui virtù palesa.

S'oltraggiare i migliori è il tuo talento,

Mentre oggetto d'invidia esser degg'io,

Superbo andrò, dell'ira tua contento.

E per rendere eterno il nome mio,

Nell'aringo d'onore a gloria intento,

Invidia, altri ti teme, io ti desio.