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By Auteur inconnu

Quel faggio umil, che di Dorinda impresso

Per man di Tirsi il dolce nome accoglie,

Oh come indi a poc'anni e ricco e spesso

Di rami il vedi e di pompose foglie!

Già cresciuto è il bel tronco, e in un con esso

Le incise note, ond'egli onor ne coglie;

Ché quanto ei serba in sua corteccia espresso

Più chiaro all'altrui guardo apre e discioglie.

Tal io, che ne' verd'anni al sen fui colto

Dal fatal dardo, onde ogni cuor s'impiaga,

Serbo tutt'or di Clori e 'l nome e 'l volto.

E l'alma mia, che di sue pene è vaga,

Vuol ch'io con egual sorte a me rivolto

Miri cresciuta entro il mio cuor la piaga.