4 [Di Giannozzo Sacchetti]

By Auteur inconnu

Poi che da voi Fortuna è rampognata,

biasmandovi di lei oltra il dovere,

a me giunt'è volere

di far contra di voi, per lei, difesa;

et se da voi serà bene ascoltata

la mia parola, io vi farò vedere,

con ragion chiare e vere,

come costei, a torto, ella è ripresa

e come non vi fe' già mai offesa

che per nimicha tener la debbiate;

però prego ch'abbiate

li orecchi attenti al mio sermon<e> che spira

ponendo un poco giù i sospiri e l'ira.

Quando Natura al mondo vi produsse,

questa di chui voi faite ognor lamento,

per suo propio talento,

posseditor vi fe' delle suoi cose

e così lungo tempo vi condusse

dandovi servi assai, oro e argento.

Or, se gli è in piacimento

di trarre a sé l'offerte copïose,

non dovete con voce lacrimose

chiamarla macta, disleale e fera,

né dir che sua manera

cangiato aggia ver voi l'uçato stile,

ma render gratie a llei con acto humile.

Io sento e veggio e cognoscho per vero

che costei molto a voi cangiata pare,

e per questo ingnorare

mettete il collo al doloroso giogo;

ma levate dal cor questo pensero

lo qual u'inganna nello imagginare,

ché di costei l'affare

già mai non si mutò, assai né pogo,

ché, quando u'avea posto in alto luogo,

giovano, riccho e honorato molto,

e con benigno volto

voi, lusingando, allegrava sovente,

tal era qual'è or<a> suo convenente.

Nel suo mutar cognosce sua fermessa

chi drictamente ai suoi costumi mira,

però che sempre gira

con impeto la rota che governa

et dilettasi ponere in altessa

le basse cose e l'alte a basso tira,

e altro non deçira;

in questo modo suoi vicende alterna

onde convien che per natura sperna

ogni costantia il suo terribil moto:

sì che può esser noto

a voi omai ch'ell'uça quella legge

che data i' fu da Chi tucto corregge.

Dunque scacciate omai la doglia acuta.

poi che nessun da lei u'è facto oltraggio,

e nel vostro coraggio

fermate le ragion vere ch'assegno

e non vogliate a questa, ch'è soluta,

inponer legge per vostro vantaggio,

ché già consiglio saggio

non serebbe in voi, traendo a questo segno;

ma conformate vostra forsa e 'ngegno,

sempre, al voler di questa cieca dea,

e d'ogni pena rea

serete liberato per lo certo,

sempre adquistando glorioso merto.

Cansone, i' voi che tu vadi di botto,

sensa fare altrui motto,

al cavalier dell'isola focosa,

e con lui ti riposa;

ma il nome non li dir<e> del tuo factore

però che forse ne perdresti honore.