4. Non m'aven d'allegranza.

By Auteur inconnu

" Non m'aven d'allegranza

che io degia cantare;

vienmi da movimento.

La fina inamoranza

non si dea ubriare

per lo dipartimento;

perch'io so in dubitanza

ca, per lo prolungare,

lo vostro fino amare

agia altra diletanza ".

' Messere, non credete

ch'eo potesse partire.

Mostriam qui sumiglianza:

per fermo ben sapete

ched un oc<c>hio vedire

non por<r>ia per certanza,

che ciascuno visagio

da lui avess'e veduta;

così da voi partuta

non farla lo coragio '.

" Lo diletto vedire,

po' ch'illo non si vede,

core por<r>ia 'ndurare;

e suole adivenire

c'omo si mira e crede

sua simigliante fare.

M'io non cangio durata,

che quando si diparte

non si dispaga in parte;

però dotto a la fiata ".

' Li oc<c>hi, per che

dot<t>ate

che la disideranza

del core vegna mino,

state fermo e sacciate

ch'elli so in acordanza;

ma lo core è sì fino

che, s'er<r>ano a la fiata

d'alcuno altro sguardare,

lo fanno rimembrare

di noia di vostra andata '.

" Non vi sia a dispiacere

s'io v'ò mostra ragione

per che nasce l'er<r>anza;

ca lo fino volere

di fievola cagione

met<t>emi in sospecianza.

Però vive in paura

chi ama ed è fin amante,

c'adesso è sospirante

non perda per ventura ".