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“Tempo già fu ch'io rallegrar solia
Col dolce canto i miei Giovenchi, e l'Agne,
E rispondeano i Monti e le Campagne
Al suon di rusticana melodia.
Dove se' ito, o buon tempo di pria?
Meco il mio gregge or si querela, e piagne,
E insegno ad ulular lidi e montagne
L'antica e disperata arsura mia.
Tanto può Galatea, per cui m'accorgo
Che nuovo Fiume all'umido elemento
Delle lagrime mie tributo porgo.”
Queste parole un dì spargesti al vento,
O Polifemo, e sul ceruleo gorgo
Riser gli Dei Marini al tuo lamento.