40. L'amoroso conforto e lo disdotto.
L'amoroso conforto e lo disdotto
che madonna mi mandao sovente
tornato lo m'à in pianto ed in cor<r>otto,
chè m'à fallito de lo suo convente.
Sì gran doglienza n'ave lo meo core,
che gli oc<c>hi mei ne piangiono d'amore
ed arde più che 'l foco la mia mente.
Molto ne son pesante e cordoglioso,
pensando che m'à tolta la speranza,
chè non vegio lo suo viso amoroso,
pensoso e sospirando di pesanza.
Oi lasso, lo meo cor non pò sentire
come madonna potea soferire
che mi fal<l>asse per nulla dottanza.
Non mi degia fallir la più cortise,
nè met<t>ere in dottanza lo suo core,
chè Tisbìa per Piramo s'aucise
e lasciausi perire per amore.
Adunqua, ben por<r>ia madonna mia
un poco tormentare in cortesia,
per confortare lo suo fino amore.
Non so se mi conforti o mi disperi,
poi ch'Amor non mi lascia disperare,
chè molte volte ò visto due guer<r>ieri
tornare in pace, e amici guer<r>ïare.
Adunque mi ritorno a la mia spene,
chè troppo mi sarian gravose pene
patire l'anima e '1 corpo penare.