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By Girolamo Malipiero

Che debb'io far? Che mi consigli, Amore,

poi che per me morire

volse il sommo Fattor, a cui vorrei

far dono interamente del mio core,

e quello ognior seguire,

perch'egli ebbe dolor per me sì rei

di morte, acciò di lei

non tema, né paventi eterna noia,

ma che per festa e gioia,

quando al suo fin la vita mi fia volta,

ogni pena e tristezza mi sia tolta.

Ma ben (Amor tu 'l senti) io qui mi doglio,

che per mio diffetto ed error grave

già non conobbi: ond'io, com'uom che vole

la notte uscir del mar, ma teme il scoglio,

ora mia fragil nave

commetto a te, perch'apparir il sole

mi facci, e tue parole

mi fian conforto tal ch'a miglior stato

conduchi il cor mio ingrato,

sì che 'l benigno Dio sia sempre meco

per grazia, e per affetto io sempre seco.

La speme, che mi dai, Amor, (tu 'l vedi)

m'afflige il cor, mentr'ella

mi ritarda la vera conoscenza

di quella maestà ch'a scalzi piedi

andando così bella,

fe' degno il mondo de la sua presenza.

Ma lasso, ahimè, che senza

lei, né vita mortal né me stess'amo,

piangendo la richiamo:

questo m'avanza di cotanta spene,

e questo solo ancor qui mi mantiene.

Oh quante volte, Amor, mi drizzi 'l viso

a quel supremo cielo,

a qual (come per fé chiaro è fra noi)

l'alma, che degna fia del paradiso,

andrà sciolta del velo,

ch'avrà fatt'ombra qui ai spirti suoi,

per rivestirsen poi

un'altra volta, e mai più non spogliarsi;

anzi più bella farsi,

e tanto più, quanto molto più vale

sempiterna bellezza, che mortale.

In questa altezza quella eccelsa donna

Maria contemplo, come

là dove più gradir sua vista sente,

ella è del viver mio l'alma colonna,

il cui santo e bel nome

risona nel mio cor sì dolcemente,

che tornandomi a mente,

come già in me con speme assai più viva

la grazia sua fioriva,

vo' ristorar l'affetto, perché spero

giunger per suo favor a l'amor vero.

Voi, santi, che mirate sua beltate

ne la beata vita;

e la fruite in ciel, peroch'in terra

l'amaste prima, vincavi pietate,

poi che lassù è salita

l'alma d'ogniun di voi fuora di guerra,

perché 'l senso mi serra

a tal madre il camin da seguitarla,

udite il cor, che parla,

e a lei desia con amoroso nodo

esser legato: impetrategli il modo.

Amor, fuor di ragion già non mi porta

il desio, che le voglie

de l'alma accende, mentre ch'ella aspira

al fin, benché la carne non sia morta,

né veda ancor sue spoglie,

perciò vorrebbe, e nel voler sospira,

che, finché 'l corpo spira,

la grazia, che Dio ha porta a la mia lingua,

unquanco non s'estingua,

anzi la voce al suo nome rischiari,

se di sue lode li sermon son chiari.

Dal loco arrido al verde,

dal scuro al chiaro, ov'è perpetuo canto.

Canzon va senza pianto,

perché non si convien fra gente allegra

andar con mesto volto e veste negra.