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By Giovanni Boccaccio

Cara Fiorenza mia, se l'alto Iddio,

da cui ogni perfetto ben discende,

non procura e attende

contro la tua veloce e ria fortuna,

i' ti veggio venire a punto ch'io

già piango per lo duol che 'l cor ne prende;

il qual tanto mi offende

ch'alcun diletto meco non s'aduna.

Per te non è chi mova cosa alcuna

ch'abbia in sé valor, né alcun bene:

e questo è quel per ch'ogni mal t'avvene.

Come potrestu mai prender salute

contra' nemici tuoi che t'hanno morta,

quando dentro alla porta

del tuo bel cerchio ogn'uom fatt'è scherano?

chi ti difende ch'abbia in sé vertute?

o chi in tante ruine ti conforta

dov'io ti veggio scorta

per mala guida di consiglio strano?

Certo, s'al proprio ver no' riguardiano,

gente non degna d'abitar tuo nido

son la cagion di questo amaro strido.

Mentre che fusti, Firenze, adornata

di buoni, antichi, cari cittadini,

i lontani e' vicini

adoravan Marzocco e' tuo figliuoli:

ora se' meretrice pubblicata

in ogni parte, infin tra' saracini.

Omé! che tu ruini

pe' tuo peccati in troppi eterni duoli.

Deh, ravvediti ancor, ché puoi, s'tu vuoli;

e fa che tu sia intera e non divisa,

e muterai di pianto in dolce risa.

Ov'è prudenza, fortezza e giustizia

e temperanza e l'altre suore loro,

ch'erano el tuo tesoro

quando volevi dimostrar tua possa?

Tu l'hai cacciate via con avarizia,

con superbia e lussuria, nel cui coro

tu vivi e fai dimoro,

per che ti rodon le midolla e l'ossa;

e non temi giudicio né percossa

dell'eccelso Signor, che t'ha più volte

di molte imprese le vittorie tolte.

I' mi vergogno ben di ciò ch'i' parlo

considerando ch'i' son di te isceso;

ma il soperchio del peso

del grave oltraggio che sostien m'induce.

Se' tu sì cieca che non vedi el tarlo

cascar dell'ossa tua sanza conteso?

Non vedi stare inteso

ciascun vicin per cavarti la luce?

Deh, muoviti a pensar chi ti conduce

e a che punto se' per lor difetto,

e scorgerai s'è ver ciò ch'io ho detto.

Canzona, i' so che letta tu sarai

da molti, che la tua sentenzia chiara

parrà molto amara,

perché de' vizi lor dicendo vai:

ma, se tu truovi alcun che sia gentile,

parla con lui, ch'e' non t'avrà a vile.