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Entro a povera culla Iddio sen giace,
E tra fieri tumulti ha in guerra il core,
Ché, a turbargli del sonno ancor la pace,
S'arma di rimembranze aspre il dolore.
Sogna che dietro ad un piacer fugace
Là corre l'uom, 've 'l guida un cieco Amore;
E benché la ragion mostri fallace
Il suo cammino, ei vuol seguir l'errore.
Quanto e per chi soffrire a Lui conviene,
Gli dimostra il pensiero, e in varie forme
Rinnovarsi dal Mondo ognor sua morte.
Ah, se, in vece di pace, acerbe pene
Avvien che il sonno a Lui nemico apporte,
Deh chi risveglia il mio Signor che dorme?