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By Torquato Tasso

"Perché pur mi saetti,

se 'n me così mortali

son le ferite de' tuoi primi strali?

Io più non mi difendo,

o possente signore,

o fero e crudo mio nemico, Amore.

Oimè, l'arme rendo

oimè, vinta i' sono,

e vinta chiedo al vincitor perdono.

A te languendo omai

chiedo perdono o morte,

misera me!, ch'al dolor fine apporte.

Pietà, signor, se n'hai,

per la tua bella Psiche;

pietà, signor, per le tue fiamme antiche!"

"Tu, che fra le nemiche

più d'ogni altra mi piaci,

prendi in grado i miei colpi e soffri e taci:

però ch'io non uccido,

e 'l tuo bel petto e vago

per odio no, ma per amor impiago.

Son cento fonti in Gnido,

cento le vie secrete,

cento spelonche solitarie e chete:

ivi, o di queste avvolta

mie catene amorose

andrai cantando fra le piante ombrose,

o pur libera e sciolta;

ed avrai sempre a lato

Amor di tua bellezza innamorato:

Amor, che, amando, amato

esser da te desia,

bella nemica e prigioniera mia."